CI SIAMO ANCHE NOI TRA LE 10 SCUOLE “CHANGEMAKER” D’ITALIA!

CI SIAMO ANCHE NOI TRA LE 10 SCUOLE "CHANGEMAKER" D'ITALIA!

Personale scolastico

Una notizia fantastica: siamo tra le 10 scuole d’Italia “Changemaker”, ovvero protagoniste del cambiamento non solo nel mondo dell’educazione ma di tutta la società.

Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato lo scorso 30 maggio a Firenze da Ashoka, la più grande rete internazionale di imprenditori sociali innovativi (oltre 3500 in 93 Paesi). Lavorando con loro e con alleati in tutti i settori, tra cui appunto quello della scuola, Ashoka crea un mondo in cui ognuno si percepisce come agente del cambiamento per favorire soluzioni sistemiche alle principali problematiche sociali.

Il nostro è  unico istituto marchigiano che è entrato a far parte della rete internazionale di oltre 270 scuole in oltre 90 paesi nel mondo come Leader del cambiamento, capace di innovare la didattica verso lo sviluppo delle competenze changemaker. Obiettivo? Permettere ai giovani di sviluppare le competenze necessarie per vivere il bene comune, per sentirsi cittadini del mondo, per essere consapevoli e responsabili.

La dirigente d’istituto Alessandra Rucci davanti a un panel internazionale di docenti, dirigenti, fondazioni, imprese, istituzioni, reti, organizzazioni del terzo settore e giovani ha raccontato il lungo percorso che ha portato la sua scuola a rivestire un ruolo primario nel processo di cambiamento e stimolare gli studenti a sviluppare le cosiddette competenze trasversali: empatia, imprenditorialità, leadership condivisa e creatività.

“Tutto quello che cerchiamo di fare ogni giorno rompendo gli schemi della didattica tradizionale è per il bene dei giovani – ha sottolineato Rucci- e per prepararli ad affrontare una realtà complessa. Sono molto grata al team di docenti innovatori che con fiducia e coraggio ha portato avanti in questi anni il sogno di una scuola migliore”.

Un cambiamento sempre più necessario nella scuola italiana, che sta affrontando un complesso periodo di transizione. Nell’area europea, l’Italia ha fra i tassi più alti di NEETs (Not in Education, Employment or Training), dispersione scolastica e disoccupazione giovanile. In termini di successo formativo il nostro Paese ha una percentuale di laureati più bassa rispetto alla media Ocse e un crescente divario fra competenze richieste dal mondo del lavoro e quelle sviluppate durante il percorso di istruzione. Il sistema educativo italiano è ancorato ad un vecchio modello dove la tradizione, la ripetizione e la trasmissione di conoscenza sono la norma e ostacolano l’innovazione e lo sviluppo delle competenze changemaker.

La didattica changemaker deve quindi sapersi confrontare con la realtà sociale in cui vivono gli studenti e deve saper sfruttare al meglio le occasioni fornite dalla trasformazione digitale per permettere ai ragazzi di trarne i migliori vantaggi. Inoltre la didattica changemaker deve sapersi confrontare con spazi di apprendimento innovativi poiché l’apprendimento è permanente e pervasivo (lifelong e lifewide). La didattica changemaker propone un metodo di apprendimento esperienziale e laboratoriale in cui i ragazzi hanno la possibilità di mettere in gioco le proprie competenze e attitudini e in cui il docente crea uno spazio per entrare in relazione con gli studenti. 

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