INTERVISTA A JEAN CARLETTI, IL NOSTRO CAMPIONE DI JUDO

INTERVISTA A JEAN CARLETTI, IL NOSTRO CAMPIONE DI JUDO

Personale scolastico

Due medaglie conquistate in poco più di un mese: iI “nostro” campione di judo si chiama Jean Carletti e frequenta la 1D sportivo. Dopo essersi preso il titolo italiano under 18 a Ostia il 4 marzo scorso, pochi giorni fa il judoka Jean ha lottato fino all’ultimo per uno splendido argento ai Cadet European Judo a Teplice, in Repubblica Ceca. Al suo rientro a scuola, i compagni di classe e i docenti hanno condiviso la gioia del ragazzo, perché il gruppo classe funziona come una squadra affiatata, soprattutto allo sportivo. Dopo l’entusiasmo iniziale arriva la curiosità e chi meglio del vulcanico Jean può raccontarci la sua straordinaria esperienza e le emozioni che può darti lo sport?

Ecco il resoconto serio di uno studente dal sorriso contagioso (intervista a cura della docente Silvia Cherubini):

Prima di ogni gara sono particolarmente nervoso e molto agitato, ma quando salgo sopra il tatami e so che è il mio momento, che devo combattere, allora passa tutto e quell’ansia si trasforma in forza. Se ho un rito scaramantico? Direi di no, mi basta sapere che mia madre è con me, perché lei è il mio portafortuna e con lei al mio fianco riesco ad affrontare ogni prova, sportiva e non. Malgrado sia molto giovane, credo di aver sofferto abbastanza. Da piccolo ero un bambino arrabbiato con il mondo, perché mi aveva deluso già tante volte. Avevo bisogno di un’attiva sportiva che prevedesse la lotta per incanalare tutta quella rabbia, così ho scelto il judo: uno sport non troppo violento, con una ferrea disciplina, che ti educa al rispetto dell’avversario e quindi del prossimo.

Mi sono avvicinato a questo sport 7 anni fa, quasi per caso, grazie a dei ragazzi incontrati per le spiagge di Marcelli, che mi hanno parlato del judo: ho deciso così di provare e da allora non mi sono più fermato. Se inizi devi poi sapere che proseguire non è facile. Se non ti piace sacrificarti, allora hai sbagliato sport. Io nel judo do sempre il 100%; di sacrifici ne ho fatti molti, e con me anche mia madre, che tutti i giorni, alla sera tardi, mi accompagna agli allenamenti. Ho versato molto sudore sul tappeto, però lo faccio con il cuore, perché per me il Judo non è solo un sport e non è solo competizione, per me ė uno stile di vita, un modo di essere. Il Judo ti insegna che con impegno e tenacia puoi raggiungere i tuoi obiettivi. Se subisci qualche sconfitta o i traguardi tardano ad arrivare, ti stimola a non abbatterti, a tornare in palestra, a provarci e riprovarci: alla fine i risultati arriveranno. I miei si stanno concretizzando ora, ma ne ho già altri nel cassetto: gli europei in Portogallo e il più ambizioso, quello di vincere un mondiale. 

Nell’ultima gara disputata ho perso la finale per mancanza di esperienza: malgrado l’argento, non sono soddisfatto, perché so che posso fare di più. A chi mi chiede perché ho scelto l’indirizzo economico-sportivo rispondo che un giorno vorrei poter essere il manager di me stesso (e vorrei evitare di perdere soldi!)”

In bocca al lupo Jean da tutto il Savoia Benincasa!!!

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