Quando la Scuola incontra lo Stato: mirabile congiuntura

lo sguardo dei docenti sulla festa della Polizia

A. M.

Personale tecnico

Quale legame profondo può unire una celebrazione istituzionale ad un luogo di formazione come la scuola?

Accogliere un evento a scuola, con i suoi pressanti ritmi, con obiettivi e competenze con cui fare i conti nel quotidiano, poteva apparire un’interruzione rispetto all’impegno didattico. E invece, quella virtuale distanza iniziale è divenuta testimone privilegiato, carico di emozioni, di significati, di intenzioni. Ciascuno ha incontrato il proprio “altro” e trovato una risposta al personale “perchè”.

L’aspetto formale della cerimonia si è indissolubilmente legato al volto umano della Polizia di Stato, emerso in ogni momento dell’evento, particolarmente dalle parole intense e vibranti del Questore Cesare Capocasa.

Lo Stato era lì, con e per ciascuno di noi, al di là dell’esercizio istituzionale di controllo e alla sicurezza, ma una presenza concreta, umana, intrecciata alla vita e alla cura delle persone, soprattutto delle più fragili, nella quotidianità e nel silenzio. 

Per chi insegna, abituato a osservare i ragazzi nella loro crescita, è stata una lezione di vita vedere gli studenti vivere e assaporare il silenzio, la partecipazione autentica.

E’ in questo crinale – sostiene la Dirigente scolastica dell’Istituto di istruzione Superiore “Savoia Benincasa” Alessandra Bertini – che scuola e istituzioni costruiscono l’alleanza educativa, l’impegno etico e cìvile, testimone dei principi democratici di uguaglianza e legalità, perché la scuola non sia solo trasmissione di saperi, ma palestra per l’esercizio dei diritti di cittadinanza di cui ciascuno è portatore e da cui trae nutrimento. La crescita dei giovani rappresenta il compito più alto che noi educatori e formatori ci assumiamo, la sfida culturale più ambiziosa per costruire la propria identità e il proprio futuro”.

Per i docenti, questa consapevolezza ha avuto un peso particolare. Abituati a lavorare dietro le quinte della crescita degli studenti, hanno potuto cogliere in modo diretto quanto sia importante offrire occasioni in cui i ragazzi possano incontrare esempi concreti, storie reali, testimonianze vive.

È stato, piuttosto, un segnale forte. Un modo per affermare che la formazione dei cittadini non appartiene a un solo ambito, ma nasce dall’incontro tra educazione e responsabilità civile.

Un vero privilegio, aver visto la scuola non solo come luogo di apprendimento, ma come spazio in cui prende forma, giorno dopo giorno, il senso più autentico della convivenza civile.

P.S.

 

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