Il Savoia Benincasa alla Notte Europea dei Ricercatori

Per il quarto anno consecutivo i nostri studenti protagonisti di SHARPER con esperimenti di Chimica e un laboratorio di Matematica

Personale scolastico

La scienza esce dai laboratori, incontra le persone e, per una sera, trasforma il centro della città in un grande spazio di curiosità e conoscenza. È accaduto venerdì 25 settembre ad Ancona, una delle tredici città italiane coinvolte in SHARPER – Notte Europea dei Ricercatori 2026.

Ricercatori, studenti, giovani appassionati e personaggi dello spettacolo hanno animato le piazze del centro con incontri, esperimenti, dimostrazioni e attività pensate per avvicinare il grande pubblico al mondo della ricerca.

Anche quest’anno c’era il Savoia Benincasa. Per il quarto anno consecutivo, infatti, i nostri studenti hanno partecipato alla manifestazione non da semplici spettatori, ma da protagonisti, presentando al pubblico alcuni esperimenti di Chimica e proponendo un laboratorio di Matematica.

Le attività hanno suscitato interesse e curiosità tra quanti si sono fermati ad assistere, fare domande e mettersi alla prova. Per i nostri ragazzi è stata soprattutto l’occasione per sperimentare un modo diverso di vivere ciò che quotidianamente apprendono a scuola: spiegare un fenomeno, mostrare un esperimento, accompagnare qualcuno alla scoperta di un problema matematico significa trasformare le conoscenze acquisite in competenze e imparare a comunicarle agli altri.

È questo uno degli aspetti più significativi di SHARPER: rendere visibile una scienza che non è distante dalla vita quotidiana, ma nasce dalla curiosità, dall’osservazione e dal desiderio di comprendere la realtà. Ed è anche un modo per avvicinare i più giovani alla ricerca, mostrando loro che dietro ogni risultato ci sono domande, tentativi, errori, intuizioni e soprattutto passione.

La partecipazione del Savoia Benincasa, giunta ormai al quarto anno, conferma il valore di una scuola capace di aprirsi al territorio e di offrire ai propri studenti occasioni nelle quali apprendimento, esperienza e relazione possano incontrarsi.

Per una sera, dunque, dalle aule alle piazze di Ancona: con provette, formule e numeri, ma soprattutto con la voglia di raccontare agli altri ciò che si è imparato.

Perché anche questo significa fare scuola.